Piccole frasi, grandi sogni

Questa frase non la leggo: la abito. 
Perché il mio lavoro nasce proprio da lì, da quel filo sottile tra il wabi-sabi che accarezza le imperfezioni e il calore dello stile farmhouse che un giorno mi prese per mano e non mi lasciò più.
Amo intrecciare Japandi, British, verde, quiete, poesia e anche un pizzico di quella magia "Gaines" che sa trasformare un semplice angolo in un respiro.

La mia casa è stata la prima a raccontarmi: l’ho ascoltata, l’ho modellata, l’ho lasciata fiorire secondo ciò che sono. Ora mi somiglia davvero, come un diario che non ha bisogno di parole.

Ed è per questo che progetto gli spazi degli altri con tanta cura: perché ogni casa ha una voce segreta, che io adoro ascoltare. Sapete, a volte le case sussurrano, a volte ridono, a volte profumano di legno chiaro, ceramica opaca e vita vissuta. Sono case vere, case che vivono, che respirano.

Ecco, il mio modo di lavorare è tutto qui: prendere la storia di qualcuno e farle spazio. Farle luce. Farle casa.

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