Post della domenica. Senza polemica
"I comodini non si mettono diversi. Devono per forza essere gemelli."
Eh no!
Oggi ho provato a capire il senso di questo commento -forse non richiesto-
Io sono quella che ogni giorno cerca, con pazienza, di far comprendere che non servono fortune per creare bellezza.
E lo faccio con esempi concreti, raccolti “sul campo”.
Racconto così che uno dei miei comodini era un antico sedile da pianoforte, trovato anni fa da mio padre.
Lo abbiamo pulito, riportato alla sua dignità, e gli abbiamo appoggiato sopra un cristallo tondo.
Ora suona piano ogni sera, senza fare rumore.
L’altro era uno sgabellino da pescatore, di legno pieno, pieghevole, timido e segnato dal mare e dalle tarme.
Ripulito, rispettato, completato da un cristallo rettangolare.
Ora è contenimento silenzioso, ed è bellissimo.
Nessuno dei due è nato per fare il comodino.
Nessuno è identico all’altro.
Ma proprio per questo, dialogano benissimo tra loro.
La simmetria perfetta è da catalogo. La vita vera è fatta di oggetti imperfetti, riadattati, risvegliati.
Le cose belle si trovano nei charity shop, nei mercatini vintage, negli angoli dimenticati.
Serve occhio, cuore, e tanta, tanta pazienza.
Non servono carte di credito.
A chi compra ancora comodini identici da Mondo Convenienza -solo per citarne uno- lascio un abbraccio zen.
Io preferisco una pianta sospesa sopra ad un sedile che ha fatto musica,
una tazza giapponese assieme ad un libro, su uno sgabello che ha pescato sogni.
Ricordate -vi prego- che la casa non è una vetrina senz’anima.
È gesto.
È racconto.
È selezione consapevole. Anche con pochissimo.

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